La nostra storia
L’Azienda Agricola Palma Pierluigi ha suo nucleo vitale al Casale Tavolata, sito nel comune di Torremaggiore, in provincia di Foggia.
Venne edificato nel 1893, come risulta anche da una iscrizione scolpita nella muratura in laterizio antico; l’immobile fu rilevato dai bisnonni Michele De Nittis e Rosa Leone, che fecero di esso il primo insediamento per le loro attività agricole e produttive. Nel periodo della Grande Guerra, divenne anche rifugio sicuro, sia per loro che per altre famiglie della città di Torremaggiore.
Nel 2021 nasce l'Azienda Agricola di Pierluigi Palma, pronipote di Michele e Rosa, il quale decide di far propri gli insegnamenti, dei bisnonni, in una sorta di "filo continuo" generazionale, a far si che tanti loro sacrifici e "sogni", non vadano perduti.
Il vecchio Casale, in parte ristrutturato, è tornato a “vivere” e ospita anche un piccolo museo della civiltà contadina
...continua a leggere locale. sia per onorare i sacrifici fatti dagli antenati, sia per trasmettere alle generazioni attuali e future la memoria storica e culturale della vita contadina, che frettolosamente si tende a dimenticare, vuoi per le nuove tendenze, vuoi anche per una scarsa sensibilità dell'attuale nostro contesto sociale.
Punto di forza dell’Azienda Agricola Palma Pierluigi è la “filosofia del BIO”, nel senso che continua la tradizione del nonno ( nonno Peppino, figlio di Michele e Rosa), che fu tra i primi produttori agricoli, circa 20 anni fa, a scommettere su queste tecniche di coltivazione.
L’azienda ha sia terreni seminativi (soprattutto cereali), sia oliveti, che rappresentano la sua specialità, per la particolare varietà di olivo: la PERANZANA.
L’olio extravergine di oliva (EVO) di Peranzana si ricava dall'omonima cultivar Peranzana o Provenzale. Essa è presente prevalentemente in un ristretto territorio della Puglia, identificabile negli agri dei comuni di Torremaggiore, San Severo e San Paolo di Civitate (Alto Tavoliere delle Puglie) in provincia di Foggia.
L'areale di produzione si riconduce alla storia di questi stessi territori: essi, infatti, appartenevano al feudo dei De Sangro, nobile famiglia che dall'anno 1083 ha posseduto queste terre, salvo brevi intervalli fra cui un periodo in cui furono assegnate ai Templari e poi ai Benedettini. I De Sangro, degli antichi duchi di Borgogna, fra i loro titoli nobiliari si fregiavano essere, infatti, duchi di Torremaggiore, principi di San Severo e marchesi di Castelnuovo e Casalvecchio
Un illustre membro della famiglia nobiliare fu Raimondo De Sangro, nato a Torremaggiore il 30 gennaio 1710 e morto a Napoli il 22 marzo 1771. Noto scienziato e membro dell’accademia della crusca, alchimista, inventore, iscritto alla massoneria, esoterista, personaggio eclettico che ha lasciato meraviglie nella cappella San Severo a Napoli, in cui si possono ammirare statue di rara bellezza, fra cui la più nota: il Cristo Velato.
L’ultimo principe di San Severo è stato Michele De Sangro, nato a Napoli il 14 giugno 1824 e morto a Torremaggiore il 5 febbraio 1890 di questi si narra che, negli anni trascorsi a Parigi si dedicò allo studio dell’agricoltura, visitò la scuola di Grignon, e studiò i metodi agrari della Gran Bretagna e le nuove macchine a fuoco (così si definivano all’epoca della rivoluzione industriale le macchine a vapore).
Intorno al 1870 il Principe, accompagnato da Elisa Croghan, ritornò in patria, a Torremaggiore. Qui, avvalendosi degli studi fatti e dei consigli dell’illustre botanico Ugo Croghan padre di Elisa, si prese cura dei suoi estesi fondi, migliorando i metodi di coltivazione, sostituendo alla forza dei cavalli e degli uomini, quella del vapore, facendo giungere dall’Inghilterra e dall’America nuove macchine agrarie.
Durante il XIX secolo l’olio era ancora riservato, nel suo impiego alimentare, alle città e ai ceti più ricchi: solamente alla fine del secolo si verificherà la piena diffusione del consumo familiare dell’olio d’oliva, affiancata da un netto incremento dell’olivicoltura.
In questo contesto furono impiantati nuovi oliveti ed innestati quelli esistenti con la varietà importata da quella soave terra francese, la Provenza, di cui Egli stesso era originario (la Borgogna era un tempo l’alta Provenza) e che ben sposò l’ambiente adottivo dando come prodotto quel nettare dorato dall’inconfondibile gusto e profumo.
Il Duca fu il primo ad introdurre in Puglia e ad impiantare per proprio uso a Torremaggiore, nel Trappeto posto, in tre vasti ambienti suddivisi da due archi, nel fossato dell’ala sud del Castello, il Mulino a Fuoco e i torchi per trarne l’olio, nel numero di quattro muniti ciascuno della relativa fossa di raccolta di felicissima invenzione che venivano curiosati da non pochi abitanti dei paesi circonvicini”
Nei comuni ricadenti nei feudi De Sangro sono oggi coltivati circa 6500 ettari di oliveti di Peranzana (censimento agricoltura 2010). Da queste “Chiuse” come vengono chiamati gli oliveti, in cui sono presenti anche una piccola percentuale (meno del 10%) di olivi di Rotondella, si ricava un olio extravergine di oliva tra i più noti ed apprezzati sul mercato nazionale (numerosi sono stati i riconoscimenti ottenuti nei diversi concorsi internazionali) grazie alle sue inconfondibili caratteristiche sensoriali che traggono origine dalla tipicità, dal genotipo e dalle particolarità dell'ambiente pedo-climatico ospitante.
Questa è la valutazione di Marco Oreggia, noto assaggiatore ed editore della guida al mondo degli extravergini FLOS OLEI: "Il profilo sensoriale risulta complesso e di immediata riconoscibilità anche da parte di consumatori poco esperti. All'olfatto si caratterizza per un profumo di fruttato con evidenti note di pomodoro verde e carciofo, mela e note di lattuga ed erbe medicinali con equilibrate note di amaro e piccante. Gli attributi del piccante leggero e dell'amaro, grazie al loro equilibrio, riescono a conservare intatti i profumi distintivi rendendolo armonico già appena dopo la frangitura delle olive!" nascondi